Diciamo anzitutto come Sant'Annibale si rivolse per la prima volta a S. Antonio. Questo Santo non godeva particolare culto nella sua famiglia. Dopo S. Giuseppe, veniva S. Francesco di Paola, di cui portavano il nome il papà e il fratello sacerdote:
U Santu Patri, come dicevano gli autentici messinesi di un tempo, che non potevano dimenticare il miracoloso approdo del Santo al Ringo, traghettando sul suo lacero mantello.
Forse ai primi tempi del chiericato o del sacerdozio, Padre Annibale perdette una fibbia d'argento delle sue scarpe, immancabile completamento della veste talare in quel tempo, almeno nel meridione. Gli fu suggerito di rivolgersi a S. Antonio per ritrovarla, ed egli indirizzò preghiere al Santo per alcuni giorni; ma la fibbia non tornava... Finalmente si decise di andare da un orefice per una fibbia nuova. L'orefice gli disse subito: « Ecco la sua fibbia: l'hanno trovata per la strada e l'hanno portata a me chi sa si presentasse il padrone! » Così S. Antonio e Sant'Annibale fecero la loro prima conoscenza! In seguito S. Antonio entrò nell'Opera da particolare patrono.