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Il colera del 1887 |
Nel settembre-ottobre del 1887 il colera fece strage in Messina. Tra gli orfani del P. Francia una sola vittima: Sarino, un angioletto di cinque anni, vivace, intelligente, che sapeva bene le preghierine e le ripeteva nella malattia: morì recitando l'Avemaria! Tra le femminucce, Rosa di Blasi, undicenne, ridotta allo stato algido, si rianimò e superò la crisi subito dopo che il Servo di Dio le ebbe amministrato l'Olio Santo. |
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Forse vittima del morbo sarebbe stato lo stesso Padre Annibale, che ne fu attaccato, ma se ne liberò ben presto e senza strascichi: una vecchietta aveva offerta la sua vita per lui, e, presa dal colera, ne era morta. In quella occasione nacque la devozione del Pane di S. Antonio per gli orfanelli del P. Di Francia. E fu così. Susanna Consiglio, vedova Miceli, infierendo il colera, promise che, se S. Antonio l'avesse risparmiata insieme coi suoi, avrebbe dato lire sessanta agli orfanelli del P. Francia, per comprarne pane ad onore di S. Antonio. |
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La grazia fu ottenuta, e la signora mantenne la promessa, inviando la sua offerta a mezzo del suo domestico, il giovane Letterio Currò. La signora prese a rinnovare la promessa di frequente, ad ogni bisogno di grazie, che S. Antonio non mancava di accordarle per le preghiere dei suoi orfanelli. La devozione del Pane di S. Antonio pei poveri, sviluppatasi dalla Francia per opera di Teresa Bouffier, da Tolone, ebbe inizio nel 1890, tre anni dopo che a Messina. Padre invece diceva spesso che era stato incoraggiato in questa propaganda, e sempre dopo il fatto della Miceli, dal P. Bernardo di Portosalvo, Frate Minore, suo confessore. |
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