
|
 |
|
|
I solennissimi festeggiamenti del VII Centenario della morte di S. Antonio (1231-1931) |
Se tutto il mondo cattolico s’impegnò, nel 1931, seguendo il motto di Pio XI “Ad Jesum per Antonium” a solennizzare la data sette volte centenaria della gloriosa morte di S. Antonio, Messina che ebbe la sorte della presenza fisica di Lui, quando ancora era vivo; Messina madre dei due Orfanotrofi dedicati al suo nome; Messina non poteva mancare di festeggiare anch’essa il suo Santo. E lo festeggiò con la benedizione e l’incoraggiamento dell’Arcivescovo del tempo, Mons. Pajno, in modo veramente grandioso. Il Comitato dei festeggiamenti non mancò di rivolgere un caloroso invito ai Messinesi perché vogliano generosamente contribuire alla splendida riuscita della detta Celebrazione al punto da farla diventare un “avvenimento” nella storia cittadina. Nel mese di Maggio, fu preparato un artistico manifesto che tappezzò i muri di Messina, nel quale veniva reso noto il vasto programma delle Feste Antoniane.
 |
Il sacro Novenario in preparazione della festa del Santo ebbe inizio il 4 giugno, che coincise con la Festa del Corpus Domini, che quell’anno non vide la solenne Processione, per i dolorosi fatti della rivolta del Fascismo contro i Circoli Cattolici. Nel nostro Santuario, cento bambini e bambine, |
assistite dalle nostre Suore, si accostarono alla Prima Comunione. Invece delle candele essi portavano in mano il giglio di S. Antonio. La funzione fu officiata dal P. Vitale, che pronunziò tenerissime indovinate parole di circostanza. A sera, l’Inaugurazione ufficiale dei Paggetti Antoniani, già esistenti da qualche anno nel nostro Santuario. Tredici vispi ragazzetti, smaglianti nella loro bella e dignitosa divisa, attirò lo sguardo compiaciuto dei presenti.
Per i primi tre giorni predicò P. Teofilo Conti, O.F.M., con parole dotte e eccellenti.
La mattina del 7, Domenica, ebbe luogo la consacrazione di un folto gruppo di piccoli ai Cuori SS. di Gesù e di Maria, per le mani di S. Antonio. La sera del 7 ebbe inizio il secondo triduo: predicò il Vescovo di Gerace, Giovanni Battista Chiappe: la sua parola semplice e ricca di fede produsse grandi frutti negli uditori. Una rappresentanza di cittadini offrì al Santo di Padova un cero ornato di ricco nastro con lo stemma della città.L’ultimo triduo fu predicato dal valente oratore Giovanni Battista Peruzzo, Vescovo di Oppido Mamertina, con parola affascinante e piena di unzione, che suscitò l’entusiasmo degli uditori. La mattina del 10, Festa del S. Cuore, egli celebrò la Messa di Comunità alle ore 7,00. Va notato che ogni sera del Novenario intervenivano a turni i Religiosi. della città. La sera del 12 toccò a noi, e impartì la Benedizione Eucaristica il Rev.mo P. Vitale.
Il 13 Giugno: magnifico trionfo di Fede. Il Santuario era continuamente gremito di fedeli della Città, dei Villaggi, dei paesi della Sicilia e della Calabria. Le SS. Messe si succedevano ininterrottamente ai vari altari, mentre la folla si rinnovava sempre più compatta.
Alle ore 10,00, Assistenza Pontificale di S. E. Mons. Pajno, assistito dai Canonici, durante il quale la Schola Cantorum eseguì la Missa Eucaristica del Ravanello. Al Vangelo l’Ecc.mo Celebrante, Mons. Peruzzo, tessé il panegirico del Santo: un vero inno alato al degno Figlio di S. Francesco, al Padre degli orfani e dei poveri, all’operatore di prodigi numerosi e strepitosi.
Ai Vespri altro discorso di Mons. Peruzzo e la Benedizione Eucaristica.La Via S. Cecilia, addobbata con festoni, archi, bandiere, viene trasformata in una ricca galleria.
Il 14: “Solenne Pellegrinaggio di tutti gli Istituti e Organizzazioni Cattoliche della città e dei Villaggi, con Messa e Comunione generale al nostro Santuario”.
|
Il 18 Giugno, sulla terrazza dell’Istituto Cristo Re, ebbe luogo la solenne Accademia in onore di S. Antonio. Vi presero parte distinte persone del clero e del laicato, il Seminario Arcivescovile e i vari Ordini Religiosi. Il discorso di apertura fu tenuto dal Ch.mo Prof. Giorgio La Pira dell’Università di Firenze. |
|
Seguirono parecchie altre dotte composizioni in onore del Santo: in italiano, latino, greco, francese, inglese e… siciliano composizioni veramente belle e interessanti. Peccato che non poté intervenire, per ragioni di salute, il valoroso poeta calabrese Sofia Alessi, più volte premiato con medaglia d’oro al concorso internazionale ai poesia latina ad Amsterdam, grande devoto ai S. Antonio e del nostro P. Fondatore.
Si fecero onore, tra gli altri, il Prof. Francesco Duca, O.F.M., con la composizione: Sinite parvulos e il Prof. Sac. Vincenzo Caudo, con una sua anacreontica in greco.... La nostra banda di Oria eseguì bei pezzi d’opera di grande effetto. Il trionfo del Santo si ebbe nella processione del 28 Giugno.
Alle ore 18,30 sfila il corteo aperto dagli storici tamburini, segue la Banda dell’Orfanotrofio di Messina, le Congregazioni, le Congreghe con ricchi gonfaloni - una cinquantina -, la Banda del Dopolavoro Provinciale chiude questo gruppo; seguono le orfanelle, gli orfanelli coi nostri Religiosi, i venerabili Ordini Religiosi: Camilliani, Carmelitani, Cappuccini, Conventuali, Frati Minori, Domenicani, Seminario, il Clero, il Collegio dei Parroci, il Capitolo, la Reliquia del Santo; chiudevano questo secondo gruppo i Paggetti Antoniani nella loro smagliante divisa; procedeva infine il Carro Trionfale, ideato dal Prof. Adolfo Romano come una specie di carroccio.
Davanti, in alto, da un artistico braciere si sprigionavano delle fiamme, simbolo dell’ardente carità del Santo. La devozione del “Pane di S. Antonio” veniva rappresentata da numerosi manipoli di grano sapientemente distribuiti e intrecciati per i vari gradini del Carro. Sull’ultimo gradino dodici orfanelli, con gigli in mano.
Tutto il Carro era un trionfo di fiori, di ceri, di erbe, di palme, di orifiamme e di bandiere. Il Carro era illuminato da 150 lampadine pluricolori, vero monumento architettonico, che mirabilmente spiccava sulla marea del popolo. In alto dominava l’angelica figura del Santo sorridente col Bambinello in braccio, investito da due potenti fasci di luce: pareva una soave visione di Cielo. Circondato da un doppio cordone di Vigili Urbani e Vigili del fuoco in alta uniforme. Il Carro procedeva lentamente trainato da sei candidi buoi coperti di rosse gualdrappe e festosamente inghirlandati di erbe e di fiori. La Banda di Orla chiudeva il lungo corteo.
Una folla strabocchevole di persone che forse Messina raramente ha visto nella sua lunga storia; dalle finestre, dai balconi, dalle terrazze fantasticamente addobbate piovevano continuamente fiori e cartellini colorati inneggianti al Santo. Il grido immenso e scrosciante di “Viva S. Antonio” metteva un fremito nelle ossa.
In alto dominava l’angelica figura del Santo Taumaturgo, sorridendo col Divin Bambino in braccio, investita da due potenti fasci di luce, pareva una soave visione di cielo!
Circondato da un doppio cordone di Vigili Urbani e Vigili del Fuoco in alta uniforme, il carro procedeva lentamente trainato da sei candidi buoi coperti di rosse gualdrappe e fastosamente inghirlandati di edera e di fiori. Chiudeva il lungo corteo la Banda Antoniana di Oria.
Ma quel ch’è impossibile descrivere è la folla numerosa, strabiliante, e l’entusiasmo col quale si serrava intorno al Santo. Folla davanti, ai lati, al seguito; sparsa lungo le vie, scaglionata negli angoli e nelle piazze, arrampicantesi sui muriccioli o sulle ringhiere, avviticchiantisi, i bimbi, pei pali della luce elettrica. Alle Quattro Fontane, al Corso Garibaldi, sulla Via S. Cecilia, era uno spettacolo che Messina ha visto rare volte: onde di popolo fitte e brulicanti, che si dilungavano a perdita d’occhio sulle vie immense. Si calcolò la folla a circa 60.000!
E dalle finestre, dai balconi, dalle terrazze fantisticamente illuminate piovevano continuamente fiori e fiori, e cartellini colorati inneggianti al Santo. E il grido immenso, scrosciante: Viva S. Antonio! metteva dei fremiti nelle ossa. Al ritorno appena riportato il Santo nel Santuario, il carro trionfale fu preso d’assalto: e grano ed erbe e fiori e festoni, tutto a ruba, in men che non si dica; ognuno voleva, protendeva un ricordo della festa, che lasciava nell’animo di tutti le più dolci impressioni.
Ma il trionfo antoniano sarebbe rimasto incompleto se non fosse stato coronato dal trionfo Eucaristico. Gesù Sacramentato era l’anina, la vita di S. Antonio benedetto, il quale voleva che i suoi devoti fossero ripieni dell’amore dell’Eucaristia. Ed ecco perché il Comitato volle chiudere questo primo ciclo delle feste antoniane con una giornata Eucaristica e solenne processione dell’Eucaristia.
Il 29 giugno ci fu il trionfo dell’Eucaristia, perché è impossibile separare il Santo dal Sacramento dell’Altare, del quale fu campione invitto. Messina suppliva così alla mancata processione del Corpus Domini. La giornata fu tutta eucaristica: alle ore 20,00 sfila la processione. Vi prende parte una folla immensa, molto devota e silenziosa come la circostanza comportava.
Al ritorno nel Santuario, il P. Vitale pronunziò brevi e calde parole di rito, però alla fine, irrefrenabile scoppiò il canto del ringraziamento al Signore, fino allora a stento compresso nei petti.
|
|
|
|
|
 |
 |
|
|

|
|
|

|
|
|