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LA STRUTTURA INTERNA
All’interno due colonnati a cinque luci con arco
a tutto sesto separano le tre navate, quella interna
della luce di mt 5,50 le due esterne di mt 3,50.
Il ritmo delle colonne si ripete nelle lesène dei
muri laterali.
Sul fondo le absidi coperte da semicupole,
si innestano direttamente nelle navate.
La copertura delle navate all’interno si presenta
piana, divisa dalle catene delle capriate in vasti riquadri
affrescati con maestria da Rosario Spagnoli. |
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Si tratta di una pittura di scuola accademica, di sicura
perfezione formale, cui non manca l’originalità,
ma il cui maggior valore sta nella tenue e delicata
fusione cromatica che dà il tono all’atmosfera
del Tempio, e fa di queste pitture un vero strumento
di espressione architettonica. La decorazione interna
e gli stucchi delle pareti e delle volte sono di
G. D’Arrigo. Le opere di arte figurativa, profuse con ricchezza
nel Tempio, sono intese ad illustrare il grande
messaggio evangelico del Rogate, e ad evocare il
culto alla Madonna e a S. Antonio di Padova.
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Navata Centrale
Con al centro una bella statua del Cuore di Gesù,
l’altare maggiore è maestoso nei suoi lucidi marmi,
intarsiati di bronzi dorati, ritto sulle sue colonne di
marmo senese, ricco nelle sue decorazioni e nello
stesso tempo semplice nei suoi ornamenti liturgici di
candelabri e fiori.
Il tabernacolo è un’opera veramente pregevole;
la porticina del Tabernacolo che è stata posta nel
centenario del 1° Luglio 1986, è opera del Prof. Fulvio Leinardi e della Ditta Colombo di Milano,
raffigurante l’effigie del P. Annibale che tocca con la
sinistra il mondo, e con la destra addita l’Ostia Santa
come ideale da seguire e forza su cui appoggiarsi.
Sullo sfondo del Paliotto, in altorilievo, vi è la
bellissima Ultima Cena di G. Gangeri in bronzo dorato,
libera imitazione del capolavoro di Leonardo
da Vinci.
Nell’abside dell’altare maggiore risaltano tre
vetrate istoriate che rappresentano le allegorie della
Fede, della Speranza e della Carità.
Nel catino dell’abside della navata centrale vi è
l’artistica tempera raffigurante Gesù che affida agli
Apostoli il ‘comando’ della preghiera vocazionale:
«Rogate ergo Dominum messis, ut mittat operarios
in messem suam».
Le tempere della volta della navata centrale descrivono
il profeta Elia rapito su un carro di fuoco
verso il cielo; la visione del Cuore di Gesù a S. Margherita
M. Alacoque; Gesù ‘Buon Pastore’; S. Cecilia
all’organo; il trionfo dei cori angelici.
Altare Maggiore
Nel 1976 le strutture del Santuario sono state
adattate alle nuove esigenze liturgiche. L’elemento
sostanziale nuovo, è dato dall’altare rivolto al
popolo al centro del presbiterio a cui si aggiunge
come naturale complemento l’ambone, anch’esso
di marmo; invece la sede dei ministri è mobile.
Tutte queste modifiche sono state ideate dall’Ing.
Arch. Raffaele Boccuni ed eseguite dalla Ditta
Furioli di Roma.
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Navata Laterale Destra
L’altare della navata di destra, dove è venerata la
prodigiosa statua del 1907, è dedicato a Sant’Antonio.
Sulla lunetta dell’abside dell’altare del Santo
si ammira il trionfo del Taumaturgo di Padova
circondato da angeli; gli altri soggetti del soffitto
sono: S. Antonio celeste provveditore che dà il
pane agli orfani; l’apparizione della Madonna in
visione a S. Antonio; il santo che debella la morte
e le malattie; il ‘breve’ di S. Antonio e, infine,
il prezioso reliquiario con la Lingua di S. Antonio,
incorrotta, portato da un Angelo.
I due altari laterali sono dedicati a San Giuseppe
e a San Luigi, le cui pale sono pure dello
Spagnoli.
In fondo alla navata si ammira una grandiosa
tela del pittore romano Mario Barberis (1939): si
tratta di Gesù ‘Divino Trionfatore’. La tela riproduce
i vari titoli assegnati a Gesù Sacramentato in
occasione della festa del 1° luglio. Festa cara a
S. Annibale perché ricordava l’ingresso di Gesù
Eucaristia nel quartiere Avignone. “Deve sapersi
e ritenersi ora e in perpetuo che questa Pia Opera
ha avuto per suo verace, effettivo ed immediato
Fondatore Gesù in Sacramento”.
La vetrata dietro l’altare del Santo ha un tema
generico, mentre vi sono altre due vetrate: quella in
fondo alla navata richiama l’episodio di Padre Annibale
che, soccorrendo e baciando il volto di un
ragazzo povero e malato, ebbe la visione del volto
di Cristo; quella vicina l’altare del Santo raffigura
Padre Annibale circondato dai bambini. |
Navata Laterale Sinistra
L’Altare della navata di sinistra è dedicato all’Immacolata.
Sulla lunetta dell’abside dell’altare della Madonna
si ammira il trionfo dell’Immacolata con la
celebre frase “Tota Pulchra”. Seguono nel tetto le
pitture raffiguranti la coraggiosa Giuditta che trionfa
su Oloferne; il serpente infernale il cui capo sarà
schiacciato dall’Immacolata, il trionfo della regina
Ester sul cuore del re Assuero; l’Arca di Noè con
l’arcobaleno di pace e di alleanza e gli angeli con
un viale di gigli, simbolo di purezza.
I due altari laterali sono dedicati uno a San Michele
Arcangelo, il cui dipinto è di R. Spagnoli,
l’altro a Sant’Annibale con una tela di Giuseppe
Antonio Lomuscio (2005).
In fondo alla parete vi è la “Divina Trionfatrice”,
la tela di Enzo Liberti (1991) nella quale sono
riprodotti i titoli assegnati alla Vergine Maria nella
festa del 2 Luglio.
La vetrata dietro l’altare dell’Immacolata come
il tondo sul lato di Via Ghibellina ha una tema generico,
mentre vi sono due vetrate che richiamano
due episodi della vita di Padre Annibale: in quella
in fondo alla navata il piccolo Annibale dà l’elemosina
ad un povero al collegio san Nicolò; in quella
vicino l’altare della Madonna Padre Annibale incontra
Zancone.
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