“Pregate il Padrone della messe perchè mandi operai nella sua messe”

(Mt 9,38; Lc 10,2)

La parola di Dio, la Riconciliazione e l’Eucarestia sono i segni sacramentali della carità spirituale e materiale iniziate da Sant’Annibale Maria Di Francia, il Canonico dell’antico Quartiere Avignone messinese.

A fine ‘800 nel Quartiere Avignone cominciava l’attuazione di un percorso che avrebbe portato al rinnovamento degli animi nella preghiera. Come s’iniziasse un laborioso pellegrinaggio, ispirato dal carisma del Rogate, affidato a Sant’Annibale Maria Di Francia.

Oggi proseguito dai suoi figli “operai” in tutto il mondo e dai benefattori antoniani.

Il 3 gennaio 1902 Sant’Annibale M. Di Francia scriveva:

«[…] Io sono un povero prete, che spinto da un irrefrenabile sentimento di aiutare la povera umanità, siano grandi siano piccoli, mi getto in simili imprese senza nulla possedere, dopo aver distrutto tutto il mio, e mi ci metto senz’altri mezzi che la fiducia in Dio e nei cuori benefici. Io quindi, in simili casi, ho il compito di provocare la pubblica utilità, di andare in giro a dimandare l’obolo […]»

La Basilica Antoniana di Messina continua ad adoperarsi nelle opere di carità del povero prete.

E’ tuttora simbolo di conforto e riparo, grazie alle attività degli Istituti assistenziali, della Mensa S. Antonio, delle Associazioni in favore dei più bisognosi nel corpo e nell’anima, del servizio semiresidenziale per i minori e di un centro d'accoglienza di secondo livello per minori stranieri non accompagnati.

L’opera di Sant’Annibale M. Di Francia testimonia la forza evangelica del “granello di senape”, il più piccolo tra le piante, ma cresciuto diventa un grande albero, sui cui rami e alla cui ombra riparano uccelli ed animali [Mt 13, 31-33].

In un articolo, intitolato “Il granello di senape”, Padre Annibale scriveva:

«[…] Che cosa è infatti, per esempio, un Orfanotrofio nel suo primitivo inizio, quando non c’è altro che un cuore ardente di un santo desiderio, tre o quattro teneri bambini raccolti dal lastrico delle vie, una casetta appena provvista dell’indispensabile? È il vero granello di senape e nulla più! […]»

Non vi è pellegrinaggio che arrivi più vicino alla riconciliazione, se come guida si ha la fede.

Ritrovarsi nei luoghi di Sant’Annibale M. Di Francia significa intraprendere un viaggio nell’umiltà d’animo verso la ricchezza della fratellanza.

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