La Basilica

La Basilica
Basilica Santuario di S. Antonio di Padova

Cenni storici

Il Tempio della Rogazione Evangelica e Casa Madre dei Rogazionisti si erge a Messina, Città dello Stretto, a poca distanza da Capo Peloro, la punta nord-orientale dell’isola. La fonte ispiratrice della vita di Sant’Annibale fu il carisma del Rogate che lo Spirito Santo gli concesse a edificazione di tutta la chiesa. Dopo il terremoto del 1908, il papa S. Pio X donava una chiesa baracca, a Sant’Annibale, il Padre degli orfani e dei poveri, proclamando Sant’Antonio di Padova “singolarissimo e instancabile benefattore nostro e di tutti quelli che alle nostre preghiere si raccomandano”. Nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1919 un misterioso incendio distrusse la chiesa baracca. Durante l’incendio, una donna del popolo aveva gridato: «Non vi preoccupate, Padre Francia la farà tutta d’oro».

Così il 3 aprile 1921 venne posta la prima pietra per la costruzione dell’attuale Basilica-Santuario. Il 4 aprile 1926 si inaugurava la bellissima Chiesa sotto il titolo: “Tempio della Rogazione Evangelica del Cuore di Gesù” e “Santuario di Sant’Antonio”.

Il Santuario fu consacrato il 19 Agosto 1937 da Monsignor Pio Giardina, Vescovo Ausiliare di Messina. Il Santo Padre San Giovanni Paolo II, l’11 giugno 1988 visitò il Tempio della Rogazione Evangelica, durante la sua venuta a Messina per la Canonizzazione della Beata Eustochia. Il 4 aprile 2006 Benedetto XVI elevava a Basilica Minore il Tempio-Santuario. Tempio della Rogazione perché è il primo del mondo dedicato alla preghiera per le vocazioni secondo il comando di Gesù: «Pregate il padrone della messe» (Mt. 9,37; Lc 10,2) E’ anche Santuario di Sant’Antonio per la devozione di Sant’Annibale Di Francia, “apostolo della preghiera per le vocazioni”, verso Sant’Antonio Taumaturgo dopo il colera del 1887 con il “Pane di Sant’Antonio”. La signora Susanna Consiglio ved. Miceli, si rivolse a Sant’Antonio con queste parole: «Manderò il pane per gli orfani del P. Annibale, se scamperò dal morbo io e la mia famiglia».

Da allora il Pane di Sant’Antonio è una pratica diffusa in tutto il mondo. Dal 23 giugno 2006 fu elevato a dignità di Basilica Santuario Minore di S. Antonio di Padova e Sacro Cuore di Gesù.

Cenni architettonici

Il Santuario fu la prima chiesa in muratura costruita nel cuore della Città, dopo il terremoto del 28 dicembre 1908. Mentre la ricostruzione edilizia della città sarà fondamentalmente influenzata dallo stile “liberty” di Ernesto Basile, le nuove Chiese si richiameranno all’architettura antica. Il Santuario, per il sapiente disegno e l’amorosa cura dei particolari, raggiunge un livello e una compiuta espressione architettonica.

La Chiesa occupa una superficie di circa 500 mq ed ha un’altezza di 15 metri fino alla gronda della navata centrale. Al volume della Chiesa è direttamente collegato il Campanile la cui altezza, per motivi di sicurezza antisismica, fu limitata ai 16 metri. Il Santuario è oggi collegato con l’Istituto Antoniano, la cui costruzione, successiva di circa un decennio, fu condotta dallo stesso progettista con una coerente unità stilistica, anche grazie all’impiego dello stesso materiale costruttivo, la pietra di Melilli, realizzando un complesso armonico e unitario. La progettazione della Chiesa fu affidata allo studio dell’Ing. Letterio Savoja, messinese, col quale collaborò curando particolarmente gli interni e il calcolo statico l’Ing. Gaetano Bonanno. I lavori di costruzione vennero eseguiti dalla Ditta Lorenzo Interdonato. L’opera rientra nella tradizione dell’architettura ottocentesca. L’impianto spaziale è quello classico della Chiesa basilicale a tre navate che si innestano direttamente nelle absidi senza interposizione di transetto. La composizione è ispirata alle forme dell’architettura rinascimentale. La copertura delle navate è realizzata con manto di tegole piane alla marsigliese, mentre le semicupole delle absidi sono rivestite con lastre di piombo. La Basilica è costituita da tre navate affrescate.

Sull’altare maggiore campeggia il grande Cuore di Gesù e nella calotta è Gesù coi suoi discepoli ai quali ricorda di pregare per i “Buoni operai” (Tempera di R. Spagnoli). Tra gli affreschi della volta centrale, il Cuore di Gesù e S. Margherita Maria Alacoque, il Buon Pastore e S. Cecilia. Tutti affrescati da R. Spagnoli. Il paliotto dell’altare maggiore in bronzo rappresenta la “Cena” modellata da Gangeri.

Gli altari secondari sulla destra guardando l’altare maggiore, sono dedicati rispettivamente alla S. Famiglia e a S. Luigi Gonzaga. Sulla sinistra si trova l’altare dell’Arc. Michele, anch’esso dello Spagnoli, e il Crocifisso con l’Addolorata, sotto cui si conserva, dal giugno del 1990, l’urna del corpo incorrotto di Sant’Annibale Maria Di Francia, dopo la ricognizione. Nelle due navate laterali sono in tutta evidenza gli altari dell’Immacolata del Cantalamessa a sinistra e la Statua di Sant’Antonio a destra. In questo Tempio si conserva l’attenzione della Preghiera per le Vocazioni e la devozione per Sant’Antonio di Padova. Padre Annibale è stato presente alla posa della prima pietra, all’inaugurazione, alla benedizione del “Concerto delle otto campane” e vi ha celebrato due volte.

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