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«Le dita della mano, dice il proverbio, non sono uguali; se fossero uguali non potremmo bene servirci della mano. E siccome un quadro non ha risalto senza le diverse tinte, così la Società non può aver vita senza le diverse gradazioni sociali.» (Sant’Annibale M. Di Francia)

La società non è soltanto una parola che si esaurisce in una definizione, così come non è soltanto un insieme di individui organizzati in una comunità variamente classificata in base a diversi criteri, tra i quali: la forma di governo oppure il modello di economia, la religione oppure il linguaggio, le tradizioni o la storia che segnano l’identità culturale.

La società è soprattutto un organismo vivente variamente aggregato, come una mano creata con cinque dita che si aiutano e si uniscono, rispondendo al proprio ruolo che è anche quello di essere rivolte verso gli altri.

Le diversità delle dita rende più funzionale la mano, come le gradazioni sociali arricchiscono le potenzialità oggettive e l’identità culturale della società umana, non localizzata fra i confini geo-politici ed economici, bensì “mondiale” – come si legge nella “Lettera Enciclica Fratelli tutti” di Papa Francescoperchè  non è il risultato della somma dei vari Paesi, ma piuttosto è la comunione stessa che esiste tra essi, è la reciproca inclusione, precedente rispetto al sorgere di ogni gruppo particolare […].   

Per favorire l’inclusione è necessario il dialogo, presupposto dell’amicizia sociale, anche con gli ultimi, ovvero “con i settori più impoveriti e vulnerabili […] perché possano sentirsi protagonisti del destino della propria nazione […]”.

In una mano non ci sono dita più o meno utili, come in una società non ci sono persone che possano essere scartate dal destino della propria nazione.

Su questi presupposti, Papa Francesco dedica il mese di luglio alle intenzioni di preghiera rivolte a “uomini e donne che tendono sempre la mano, e perché non ci sia più spazio per l’inimicizia e la guerra”.

Costruire il “bene comune” è possibile solo se non si alimentano populismi ed economie egoistiche decise sulla scacchiera dei poteri politici.

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