Magnifica humanitas: 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Magnifica humanitas

Magnifica humanitas: il potere può disumanizzare

11/09/2026
Magnifica humanitas

Magnifica humanitas: il potere può disumanizzare

11/09/2026

«Anche uno solo di questi bambini»

(Mt 18,5)

Di recente è stata pubblicata una notizia sorprendente e dall’aspetto futurista, se non fosse che è reale e dai risvolti variegati.
Si legge che ad Hangzhou, in Cina, sono stati assegnati i primi diplomi della scuola dei robot.
In pratica sono stati messi alla prova alcuni automi per verificare se sappiano prendere decisioni in autonomia e mettersi in azione a stretto contatto con gli esseri umani, senza causare alcun pericolo. Superate le prove con successo, i robot ricevono un certificato di idoneità operativa.
Perché parlarne a proposito della 112ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata lo scorso 27 settembre?
Perché non uno, ma tanti i punti di unione, riassumibili in due parole-chiave: sano realismo e dialogo.
La Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale invita al “sano realismo” che insieme al “dialogo” è tra “le cinque piste di responsabilità quotidiana e pubblica”.

Un realismo è sano se la visione del mondo non è asservita a personalismi e il dialogo diventa utile costruttore di pace quando “facciamo esperienza dell’incontro autentico con l’altro, il diverso, lo straniero, il migrante, diventa molto più difficile anche solo immaginare la guerra”.
Ecco il punto di connessione: come si può creare giustizia sociale e pace se affidiamo gradualmente la società ad umanoidi?
Un’intelligenza artificiale può riconoscere il valore della dignità individuale?
Si potrebbe obiettare, affermando che dietro un umanoide c’è una persona umana per organizzare dati e condotta del robot.
Infatti, ma se persino la persona umana dialoga con l’altro in realtà virtuali e predilige il risultato politico-economico piuttosto che il presupposto «volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo», allora quale attestato di abilità si accredita ad un robot se non quello per eseguire senza sentire, percepire, compatire, immedesimarsi in migranti e rifugiati, ritenendoli non semplicemente un problema da gestire, ma «un’immagine viva del Popolo di Dio in cammino».
I sogni e i bisogni dei migranti sono meno importanti dei sogni e dei bisogni di chiunque sia nato in una famiglia unita, in un Paese senza guerre e senza disastri ambientali irreversibili?

«Le innovazioni tecnologiche – compresa l’intelligenza artificiale – non sono neutrali: possono accrescere partecipazione e giustizia, oppure ampliare disuguaglianze, controllo ed esclusione. Per questo vanno valutate con una domanda decisiva: contribuiscono davvero a far crescere persone e popoli in umanità e fraternità, nel rispetto della Casa comune e delle generazioni future?»

Avete mai ascoltato il suono dei sogni e il rumore di un bisogno dei migranti?

«Chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me»
(Mt 18,5)

Le persone non sono numeri da sommare, anche una sola persona è una vita e i bambini sono di certo i più vulnerabili, i più significativi nel rappresentare il Gesù Bambino che ci apprestiamo ad accogliere.

«Ero straniero e mi avete accolto»
(Mt 25,35)

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