Il Santuario fu la prima chiesa in muratura costruita nel cuore della Città, dopo il terremoto del 28 dicembre 1908.
La Chiesa occupa una superficie di circa 500 mq ed ha un’altezza di 15 metri fino alla gronda della navata centrale. L’impianto spaziale è quello classico della Chiesa basilicale a tre navate che si innestano direttamente nelle absidi senza interposizione di transetto. Per il sapiente e armonico disegno ispirato alle forme rinascimentali, per la cura dei particolari, raggiunge un’espressione architettonica compiuta.
Al volume della Chiesa è direttamente collegato il Campanile la cui altezza, per motivi di sicurezza antisismica, fu limitata ai 16 metri. La copertura delle navate è realizzata con manto di tegole piane alla marsigliese, mentre le semicupole delle absidi sono rivestite con lastre di piombo.
La progettazione della Chiesa fu affidata allo studio dell’Ing. Letterio Savoja, messinese, col quale collaborò curando particolarmente gli interni e il calcolo statico l’Ing. Gaetano Bonanno. I lavori di costruzione vennero eseguiti dall’Impresa Lorenzo Interdonato.
Il Santuario è oggi collegato con l’Istituto Antoniano, la cui costruzione, successiva di circa un decennio, fu condotta dallo stesso progettista con una coerente unità stilistica, anche grazie all’impiego dello stesso materiale costruttivo, la pietra di Melilli, realizzando un complesso armonico e unitario.
Esterni
I prospetti esterni sono interamente rivestiti con paramento di pietra di Melilli (Siracusa). Nel prospetto principale, particolare risalto acquistano, sul bianco della pietra, le artistiche fusioni in bronzo. Nel mezzo una grande scritta a caratteri cubitali riporta il comando evangelico: ROGATE ERGO DOMINUM MESSIS UT MITTAT OPERARIOS IN MESSEM SUAM. Del Gangeri è l’altorilievo di Sant’Antonio posto nel fastigio del portale d’ingresso. Del Sindoni sono le due statue degli evangelisti del Rogate, San Matteo e San Luca, posti nelle nicchie laterali. Le immagini simboliche degli evangelisti e i bassorilievi che adornano i timpani sono del D’Arrigo. La porta di bronzo dell’ingresso principale è inquadrata da un portale, l’arcata è sorretta da due colonne; al tutto conferisce una particolare grazia il delicato richiamo degli ornati. Nella seconda elevazione della navata centrale un’ampia finestra pentafora, con arcatelle sorrette da esili colonnine, illumina la cantoria.
Interni
La Basilica è costituita da tre navate ornate elegantemente con stucchi dorati e con immagini pittoriche i cui soggetti sono stati indicati dallo stesso Padre Annibale.
Sull’altare maggiore campeggia la grande statua del Cuore di Gesù e nella calotta è dipinto Gesù coi suoi discepoli mentre proclama il Rogate (di R. Spagnoli).
Tra le tempere della volta centrale vi è l’apparizione del Cuore di Gesù a S. Margherita Maria Alacoque, il Buon Pastore e S. Cecilia. Sulle volte delle due navate laterali, dedicate quella destra alla Madre di Dio e quella sinistra a S. Antonio, immagini pittoriche dello Spagnoli.
Gli altari secondari, sulla navata di destra, sono dedicati rispettivamente a S. Giuseppe e a S. Luigi Gonzaga, sulla navata di sinistra all’Arcangelo Michele, tutti con pale dello Spagnoli. Recentemente il primo altare sulla navata di sinistra è stato dedicato a Sant’Annibale (tela di G. A. Lomuscio).
Nelle due navate laterali sono in tutta evidenza gli altari dell’Immacolata a destra con una statua del Cantalamessa molto cara a P. Annibale perché particolarmente espressiva (copie della stessa aveva donato a diverse chiese) e la prodigiosa statua di Sant’Antonio a destra.
Significative le vetrate dell’abside centrale con allegorie delle virtù teologali e quelle sulle pareti laterali con immagini della vita di s. Annibale.
Hanno una particolare rilevanza carismatica le grandi tele in fondo alle navate laterali con il Divino Trionfatore del Barberis e la Divina Trionfatrice di Liberti.
