L’immagine di Sant’Antonio venerata nel Santuario merita una particolare menzione.
Divulgandosi la devozione al Santo, anche grazie alla pratica del “Pane di Sant’Antonio”, padre Annibale ritenne necessaria una statua per il culto da collocarsi nella chiesa dello Spirito Santo, annessa alla Casa Madre delle sue suore, perché più grande e accogliente.
Promosse a questo scopo una pubblica sottoscrizione tra i benefattori chiedendo contributi. In pochi mesi arrivarono numerose offerte e tra queste la più importante fu quella della nobile Caterina Menghi Spada, la quale spedì – a proprie spese – da Roma un’artistica statua di Sant’Antonio, commissionata alla ditta Foli.
La statua giunse a Messina a metà maggio del 1907, ma non poté essere svincolata se non molti giorni dopo. Era ben fatta, espressiva e a grandezza naturale.
Fu adagiata sopra una barella nella Chiesa di San Giuseppe, perché doveva essere solennemente introdotta nella chiesa, come era costume di Padre Annibale.
Per inconvenienti organizzativi dovuti alla Questura di Messina, la funzione si svolse la mattina del 13 giugno 1907, con grande partecipazione della cittadinanza devota, del clero e dei bambini accolti negli Orfanotrofi.
La processione passò sotto il balcone del palazzo Arcivescovile, da dove l’Arcivescovo Mons. Letterio D’Arrigo impartì la benedizione alla statua e alla gente.
Mentre molti invocavano il Santo dei miracoli, la processione arrivò alla chiesa dello Spirito Santo, dove si tenne la celebrazione eucaristica presieduta da Padre Annibale. Le cronache narrano che molti dei miracoli chiesti in quell’occasione andarono a realizzarsi prodigiosamente e molte delle preghiere vennero esaudite. Ciò provocò l’incremento straordinario del culto verificabile anche oggi.
Dopo il terremoto del 28 dicembre 1908, la statua, ritrovata integra tra le rovine della Chiesa, fu collocata nell’Oratorio semipubblico riservato alla comunità al quartiere Avignone e quindi nel Santuario di S. Antonio.
