In scena la I° Edizione della vita di S. Antonio di Padova

La notte dei Santuari nella nostra Basilica
04/06/2024
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13/06/2024
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Venerdì 14 giugno 2024, alle ore 21, si potrà assistere alla drammatizzazione della vita di S. Antonio alla Basilica Santuario.

Andrà in scena la I Edizione di “Antonio dei Miracoli, un racconto emozionante tramite il quale conoscere momenti importanti della Chiesa, della cristianità, della fede.

Antonio come uomo, francescano, Santo, dottore della Chiesa e perfino “naufrago”.

Era il 1220 quando Fernando de Bulhões entra a fare parte dell’ordine francescano con il nome di Antonio.

Sempre nel 1220 decise di andare in missione in Marocco per portare la Parola di Dio.

Ma dovette abbandonare il Marocco a causa di una malattia tanto grave da imporre il rientro in Portogallo.

Ecco che, durante il rientro, una tempesta scagliò la sua barca contro la costa orientale della Sicilia fra Milazzo e Messina.

Era l’inverno 1221 quando Sant’Antonio naufragò a Capo Milazzo.

Si racconta che alcuni pescatori del luogo lo soccorsero, riparatosi in una grotta, poi diventata una Chiesa dedicata al Santo.

Una volta guarito, il Santo dei Miracoli raggiunse il Convento dei suoi confratelli a Messina – dove San’Annibale M. Francia dopo il terremoto del 1908 recuperò la famosa mattonella con stille di sangue di Antonio a seguito del suo famoso “miracolo del pozzo” – e da lì intraprese il cammino verso Assisi per assistere al Capitolo Generale convocato da Francesco, “il poverello d’Assisi”.

 

La drammatizzazione della vita di “Antonio dei Miracoli” sarà interpretata dagli artisti:

Katiuska Falbo – narratrice, attrice e regista;

Maurizio Mantineo – S. Antonio;

Linda Armetta – cantante;

Gianni La Rosa – chitarra,

Marcello Cina’ – Sax soprano;

Fausto Riccobono – percussioni.

Storie di ieri e di oggi legate dalla “parola” come espressione dell’anima. La parola di Dio, la parola giusta delle madri, la parola che aiuta, la parola c’abbrazza tutti li genti di lu munnu.

Piace evidenziare qualcuna di queste parole: missione, barca, naufragio, cammino.

In ciascuna di esse sono contenute verità universali che muovono la missione della Chiesa in ascolto di credenti e non credenti, riuniti sulla “stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda” – affermò Papa Francesco in quel Venerdì Santo in piena pandemia agli altari di una Piazza San Pietro vuota.

Se terminata è la pandemia, allora il pellegrinaggio di noi tutti continua nel segno del cammino di Sant’Antonio.

Siamo tutti naufragati contro i pregiudizi, l’avarizia, la violenza, il grido della terra fra siccità e alluvioni, la guerra a pezzi, la povertà, l’anaffettività di un’intelligenza artificiale potenzialmente discriminatoria e scaturita dalla cultura dello scarto.

Cosa direbbe oggi Sant’Antonio, primo migrante naufrago?

Forse risponderebbe di tornare ad abbracciare la S. Croce e riprendere la strada della pace interiore in armonia con gli altri, ricordando che la ricchezza materiale non corrisponde a quella interiore.

I canti alla Sant’Anna, i canti di benedizione, le filastrocche, i canti, la narrazione e le preghiere, saranno lo spartito per musicare l’opera prima dedicata a S. Antonio.

(Dominga Carrubba)

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