Da 20 anni P. Annibale proclamato SANTO

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Sono ormai trascorsi 20 anni da quel fatidico 16 maggio 2004 quando S. Giovanni Paolo II proclamò santo Padre Annibale in piazza S. Pietro.

Le manifestazioni di festa per l’annunciata canonizzazione erano iniziate a Messina già il 2 maggio, in quell’anno Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, con la traslazione dell’urna con le sue venerate spoglie nella nuova cripta annessa al Santuario alla presenza dell’Arcivescovo, delle autorità cittadine e di numerosissimi fedeli.

La chiesa messinese si è segnalata per la folta partecipazione a Roma agli eventi della canonizzazione. I festeggiamenti si sono protratti nella città dello stretto per oltre un intero mese con occasioni di celebrazione e di festa che hanno promosso l’approfondimento della figura di Padre Annibale e il ricorso alla sua intercessione.  Evento centrale è stata la celebrazione della prima festa liturgica annuale del novello Santo, il primo giugno, nella cattedrale gremita fino all’inverosimile da fedeli commossi e festanti con la Santa Messa presieduta dal card. Josef Tomko, alla presenza della reliquia del Cuore di Sant’Annibale trasportato in processione dal Santuario di Sant’Antonio. Altro evento da segnalare è stata, il 25 giugno, la Giornata Mondiale per la santificazione sacerdotale che l’Arcivescovo ha voluto fosse vissuta come occasione di comunione e di spiritualità del presbiterio diocesano incentrato, alla luce della recente canonizzazione, sulla spiritualità eucaristica di Padre Annibale.

La festa annuale, che a Messina si celebra proprio il 16 maggio, anniversario della canonizzazione, perché il suo “dies natalis”, il primo giugno,  coincide con i festeggiamenti della Patrona della Città, la Madonna della Lettera, è diventata un importante e consueto appuntamento per i messinesi. La ricorrenza annuale, celebrata sempre con solennità, prevede, oltre al Pontificale dell’Arcivescovo, la benedizione delle gardenie, in memoria del fatto prodigioso che si riporta nella vita del Santo, e la processione con la reliquia del suo Cuore nel quartiere cittadino che lo ha visto nascere, crescere ed operare. La processione ha come luoghi obbligatori di passaggio e di sosta la Chiesa del Carmine, dove P. Annibale fu battezzato, e la Chiesa dello Spirito Santo, che è annessa alla Casa Madre delle Figlie del Divino Zelo, dove fu ordinato sacerdote. Per l’occasione le Consorelle, memori del panificio che P. Annibale aveva impiantato nella casa, apprezzato per la qualità tanto da essere appositamente indicato dai medici, distribuiscono il “pane di P. Annibale”.

Negli anni la conoscenza e l’affetto per Sant’Annibale ha continuato a diffondersi in città per il frequente richiamo alla sua figura nei documenti ufficiali della diocesi, per la significativa “peregrinatio” delle sue reliquie nelle parrocchie con la conseguente diffusione della preghiera per le vocazioni. Si esplicita, secondo gli insegnamenti e gli esempi del Fondatore, soprattutto nella pastorale della Basilica -Santuario di Sant’Antonio, fra le chiese più frequentate nella città. Si tratta di una pastorale che è propria di un santuario: l’accoglienza dei pellegrini, la celebrazione dell’Eucaristia, la disponibilità quotidiana per il Sacramento della Riconciliazione, la predicazione, l’incremento della devozione a Sant’Antonio e allo stesso Sant’Annibale e, soprattutto, la preghiera e l’adorazione eucaristica per le vocazioni e la sua diffusione. Qui ha espresso per oltre trent’anni il ministero sacerdotale un suo figlio spirituale rogazionista, il ven.le Servo di Dio P. Giuseppe Marrazzo (+ 1992) che testimonia, con la ven.le Serva di Dio Madre Nazarena Majone FDZ, come Padre Annibale sia un autentico maestro di santità. La cripta è luogo di sosta e di preghiera per i fedeli, per comunità religiose, per sacerdoti e seminaristi che si raccomandano all’”autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale”,come lo definì S. Giovanni Paolo II, in occasione della beatificazione, il 7 ottobre 1990.

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