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24/01/2026Cosa rimarrà del Giubileo della Speranza?
Il cammino dei Pellegrini di speranza non dovrà fermarsi quando la Porta Santa sarà richiusa a conclusione dell’Anno Santo nel giorno dell’Epifania.
La grotta scelta da Gesù per farsi uomo rimarrà popolata dagli scarti della famiglia umana:
i poveri che abitano ai margini delle strade coi balconi come ripari; i migranti sopravvissuti e accompagnati dalla solitudine; i rifugiati di guerra; i bambini-soldato che tengono in mano le armi invece di giocattoli; le donne violate nell’anima e nel corpo; i potenti che conoscono l’amaro sapore del fallimento in trattative per la pace; ciascuna persona che sia vittima di pregiudizi.
Cosa rimarrà del Giubileo della Speranza?
Rimarrà la speranza consapevole che “Il Verbo si è fatto carne per essere nostro modello di santità”.
Se uniamo la speranza al tempo d’Avvento, allora potremo percepire il valore dell’attesa e della gioia rappresentate dalla Vergine Maria.
Gesù “si è fatto veramente uomo rimanendo veramente Dio”.
Questo è il miracolo donatoci davanti il presepe che è la vita quotidiana, portando a capire come la speranza possa tenere per mano gli ultimi, fare compagnia ai sordi e guidare i ciechi, sfamare chiunque non abbia il Pane quotidiano e ascoltare l’aiuto domandato in silenzio.
Proviamo a dare la mano a chi non creda nel S. Natale per capire cosa significhi l’umanità di Cristo.
Proviamo a pensare agli ex detenuti scartati per capire cosa significhi l’aiuto ricevuto da chi sia pronto a dare una seconda possibilità.
Proviamo a pensare alla Natura che domanda più ossigeno, restituendolo poi a ciascuna creatura che vi abita.
Proviamo ad ascoltare noi stessi senza consegnarci ad intelligenze artificiali, rischiando di svuotare l’essere umano.
Proviamo a ri-nascere con Gesù Bambino nell’umiltà d’animo per tornare alla ricchezza del Credo.




