La reliquia del Beato Carlo Acutis nella Basilica – Santuario S. Antonio
09/04/2025
Festeggiamenti in onore di Sant’Annibale Maria di Francia
13/05/2025I cristiani di tutto il mondo celebreranno la Pasqua insieme, una stessa data secondo il calendario gregoriano e secondo il calendario giuliano
I sopravvissuti sono morti e i morti sono sopravvissuti…
Non dimentico questa frase ascoltata da un giornalista palestinese, che ha perduto tutta la sua famiglia fra i detriti esplosi sulla Striscia di Gaza.
Quale Pasqua per questo fratello palestinese? Potrà comunque avvertire il sentimento di “rinascita” suggerita dalla Pesach, evocativa del passaggio di Israele, attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù d’Egitto alla libertà?
La Pasqua è la resurrezione dal male che ha crocifisso e ancora crocifigge tutte le volte in cui la povertà e la discriminazione costringono ai margini di una società smarrita, alzando il suo grido dalla croce innalzata da indifferenza e ingiustizia, prepotenza e predominio.
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
Il giornalista riuscirà a risorgere dal suo dolore, così come riusciranno il povero senzatetto e senza una carezza, i genitori sopravvissuti ai figli e i figli in cerca di nuovi genitori; perché non sono saranno più soli quando faranno proprie le parole dette da Gesù in visione a Paolo nel ricevere insulti da chi fra i Giudei e Greci non volevano ascoltarlo a Corinto.
«Non temere, ma continua a parlare e non tacere; perché io sono con te, e nessuno ti metterà le mani addosso per farti del male; perché io ho un popolo numeroso in questa città».
Piace pensare alla città terrena donata alla famiglia umana in cammino verso la speranza in un Giubileo che celebra i 1700 anni del Concilio di Nicea, che scrisse per i cristiani di Oriente e Occidente lo stesso “Credo” e stabilì la data della Pasqua cristiana nella prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera.
Proprio il Giubileo della speranza celebra il 20 aprile 2025 la Pasqua ecumenica, sia per i cattolici e sia per gli ortodossi. Dopo 11 anni la Pasqua del calendario gregoriano dell’Occidente coinciderà con la Pasqua del calendario giuliano d’Oriente.
La Chiesa è sinodale nel riconciliare la famiglia umana in Gesù Figlio unigenito del Padre, la sola luce che illumina cosicché laddove è Dio l’architetto “la città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello.» (Apocalisse 21,23)
È l’Agnello sacrificale risorto da incontrare lungo il cammino illuminato dalla pace.
Era il 1918 quando Sant’Annibale Maria Di Francia, in risposta agli auguri pasquali ai Rogazionisti, scriveva:
«Ho molto gradito i vostri cari auguri e ve ne ringrazio di cuore e ve li ricambio al doppio. Che Gesù Sommo Bene v’infonda il suo santo amore per modo che non pensiate, non desideriate, non sospiriate che Gesù nostro tutto […] Amate assai le sante virtù e fate conto anche delle piccole cose. Vi raccomando di pregare per i vostri confratelli che sono nell’esercito. Vi benedico con ogni sacro affetto e mi dico: Padre».
Allora come ora scoppia la guerra, allora come ora sia la pace negli animi a risorgere con la Fede.




